Le pietre miliari dell’autonomia
La convivenza tra i gruppi presenti in Alto Adige non è sempre stata pacifica. Anzi, è frutto di un percorso lungo e ricco di ostacoli che ha però portato alla nascita di un equilibrio fra i gruppi italiano, tedesco e ladino.
1919 Il Trattato di pace di Saint-Germain
Il Tirolo a sud del Brennero viene consegnato all’Italia.
1922 La marcia su Roma
I fascisti marciano su Roma mentre il loro leader, Benito Mussolini, prende la guida del governo. Per l’Alto Adige inizia la fase dell’italianizzazione forzata, che culminerà negli anni Trenta con l’edificazione della zona industriale di Bolzano.
1939 L’opzione
A Berlino Hitler e Mussolini siglano il patto sul trasferimento nel Reich dei sudtirolesi. Chi opta per la cittadinanza tedesca è costretto a espatriare, mentre chi sceglie di rimanere in Italia perde il diritto di tutela etnica. In un primo momento l’86% opta per emigrare. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale blocca però l’espatrio. Circa 75.000 persone abbandonano l’Alto Adige, 25.000 delle quali vi faranno poi ritorno a guerra finita.
1946 L’Accordo di Parigi
A margine della conferenza di pace di Parigi il presidente dei ministri italiano Alcide Degasperi e il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber firmano un accordo di tutela dell’Alto Adige. L’accordo “Degasperi-Gruber” – conosciuto anche con il nome di “Accordo di Parigi” – assicura agli altoatesini ampio potere legislativo e amministrativo per la tutela della lingua e della cultura.
1948 Il primo Statuto di autonomia
L’Assemblea costituente italiana approva il primo Statuto di autonomia. Le due province di Bolzano e Trento vengono così accorpate nella regione Trentino-Alto Adige, dotata di Consiglio e Giunta propri.
1948-1957 L’autonomia disattesa
La popolazione di lingua italiana rappresenta la maggioranza in regione così che le richieste delle minoranze tedesche e ladine vengono respinte. Agli occhi della popolazione altoatesina i punti fondamentali dell’accordo Degasperi-Gruber non sono stati messi in pratica. Cresce il malcontento anche a causa della migrazione interna della forza lavoro e delle famiglie italiane.
1957 La manifestazione a Castel Firmiano
Con una manifestazione di massa a Castel Firmiano 35.000 altoatesini protestano contro la mancata realizzazione dell’Accordo di Parigi invocando l’autonomia dell’Alto Adige al grido di “Los von Trient” (via da Trento).
1960 La risoluzione ONU
Su iniziativa del ministro degli esteri austriaco Bruno Kreisky, l’assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità una risoluzione sulla questione altoatesina. L’Italia e l’Austria sono invitate ad avviare trattative per chiarire le rispettive divergenze sul Trattato di Parigi.
1961 La Commissione dei Diciannove
Il Consiglio dei ministri italiano insedia la Commissione dei Diciannove che ha il compito di esaminare la questione altoatesina e presentare proposte al Governo. Qualche anno più tardi, i risultati di queste trattative tra Roma, Alto Adige e Vienna saranno riuniti in un pacchetto di misure semplicemente detto “Pacchetto”.
1961 La notte dei fuochi
Lo stesso anno, nella notte dell’11 giugno, decine di tralicci dell’alta tensione vengono fatti saltare in aria e un operaio trentino rimane ucciso. Autore dell’attentato è il gruppo separatista BAS-Befreiungsausschuss Südtirol (Comitato di liberazione per l’Alto Adige). “La notte dei fuochi” richiama l’attenzione dell’opinione pubblica italiana ed europea sull’Alto Adige.
1969 Sì al Pacchetto
In occasione di una riunione straordinaria al Kurhaus di Merano, il congresso dell’SVP approva con maggioranza minima il “Pacchetto”, che contiene 137 misure per una migliore tutela delle altoatesine e degli altoatesini.
1972 Il secondo Statuto di autonomia
Il nuovo Statuto di autonomia entra in vigore il 20 gennaio 1972. L’eguaglianza e la tutela dei tre gruppi linguistici del territorio sono assicurate. La piena realizzazione dello Statuto viene portata avanti negli anni successivi tramite una serie di norme d’attuazione.
1992 La Quietanza liberatoria
Con la consegna della quietanza liberatoria da parte dell’Austria all’Italia, si concludono formalmente le trattative riguardanti l’Alto Adige. Tutte le misure del Pacchetto sono attuate, l’obiettivo di tutelare le minoranze è raggiunto. L’autonomia altoatesina rimane comunque ancorata internazionalmente.
1998 Il Trattato di Schengen
Dopo l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea nel 1995 e l’entrata in vigore del Trattato di Schengen nell’inverno 1997/98, il confine di stato al Brennero viene di fatto eliminato. Si aprono nuove possibilità di collaborazione transfrontaliera a livello regionale.
2001 La legge costituzionale sul federalismo
In seguito all’esito positivo del referendum popolare, viene approvata la legge costituzionale sul federalismo che amplia la competenza legislativa primaria della provincia e introduce la dizione ufficiale “Südtirol” nella costituzione italiana.
2006 La clausola di tutela dell’Alto Adige
Il 21 settembre 2006 il parlamento austriaco approva l’istanza di ancoraggio di una clausola di tutela dell’Alto Adige all’interno della futura costituzione austriaca.
2011/2012 La nascita dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino
A Castel Thun, in Val di Non, i governatori dell’Alto Adige, del Tirolo e del Trentino costituiscono il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino” che istituzionalizza la collaborazione delle tre province.
2014 Il patto di garanzia
Tramite un accordo si ridefiniscono i rapporti finanziari tra Stato e provincia: viene stabilita la partecipazione dell’Alto Adige al risanamento del debito nazionale. Questo fa sì che lo Stato non possa più accedere ai fondi dovuti alla provincia attraverso misure speciali.
2015-2017 La Convenzione sull’autonomia
Il Consiglio provinciale avvia un processo partecipativo per rivedere lo Statuto di autonomia. Con una serie di dibattiti in tutta la provincia e in due organismi (il “Forum dei 100” e la “Convenzione dei 33”) si sollecitano proposte da parte della popolazione civile. Nello stesso periodo in Trentino avviene un processo simile con la “Consulta”.
2017 La legge sui ladini
Con la legge costituzionale n. 1/2017, la cosiddetta legge sui ladini, si rafforzano i diritti della popolazione di lingua ladina. La legge introduce alcune forme di tutela della minoranza ladina non previste dallo Statuto del 1972 e pone fine ad alcune discriminazioni come l’impossibilità, per il Consiglio provinciale, di nominare un ladino o una ladina nella Commissione dei Dodici o per la carica di vicepresidente della Giunta provinciale.
2021 L’Euregio è sempre più vicino
Una riforma avvicina l‘Euregio alle cittadine e ai cittadini. I comuni vengono coinvolti nei processi decisionali attraverso un proprio consiglio dell’Euregio; grazie ai consigli cittadini la società civile ha ora più voce in capitolo.
In evidenza: autonomia ieri e oggi
Puoi trovare ulteriori dettagli sulla storia dell'autonomia nel sito interattivo dell’Azienda musei provinciali.
















