Equilibrio tra i gruppi
Equilibrio tra i gruppi
L’equilibrio tra i tre gruppi linguistici si basa su quattro pilastri:
1. Partecipazione di tutti i gruppi etnici al processo politico decisionale.
La Giunta provinciale è un “governo etnico di coalizione“ e deve rispecchiare il rapporto numerico dei gruppi linguistici rappresentati nel Consiglio provinciale. Il Presidente del Consiglio provinciale viene eletto a rotazione tra i Consiglieri di tutti i gruppi linguistici. I centri politico-decisionali come Consiglio provinciale, Giunta provinciale e Commissione paritetica sono organizzati secondo il principio della concordanza e della partecipazione di tutte le componenti etniche. Anche le commissioni paritetiche Stato-Provincia che si occupano di questioni legate all’autonomia rispecchiano i principi di proporzionalità e partecipazione dei diversi gruppi
2. Principio della proporzionale come regola base...
...della rappresentanza politica, dell’assunzione di personale nel servizio pubblico e della distribuzione di determinate risorse pubbliche (es. finanziamenti per la cultura o l’edilizia sociale abitativa). La consistenza dei gruppi linguistici viene rilevata ogni 10 anni con il censimento e funge da base per aggiornare la distribuzione proporzionale dei posti pubblici e delle risorse, che viene gestita comunque in maniera flessibile. La proporzionale etnica regola anche l’accesso ai posti di lavoro del pubblico impiego, mentre a livello di governo politico si impone il modello della concordanza. Ciò significa, ad esempio, che nonostante la SVP abbia sin dalla prima elezione del Consiglio provinciale la maggioranza assoluta degli eletti, non può governare da sola, ma deve coinvolgere anche i rappresentanti del gruppo linguistico italiano. Per quanto riguarda i ladini, il diritto di rappresentanza è limitato ad un membro del Consiglio provinciale, ma nel caso in cui gli eletti siano due scatta automaticamente il diritto ad avere un posto in Giunta provinciale. Il principio dell’inclusione e della rappresentanza viene rispettato anche per quanto riguarda la composizione di tutti gli organi di diritto pubblico: dalle commissioni consiliari alle giunte comunali.
3. Autonomia per ogni gruppo linguistico e il diritto all'uso della madrelingua.
L'elevato livello dell'autonomie per ogni gruppo linguistico in particolare nella politica culturale e dell’istruzione. L’autonomia culturale con il sistema scolastico diviso per gruppi linguistici è un elemento tipico della tutela dei diritti collettivi, in quanto tutte le decisioni in questo ambito richiedono solo il consenso del singolo gruppo di riferimento. Ogni gruppo linguistico ha un proprio sistema scolastico che garantisce l’insegnamento nella madrelingua e l’apprendimento dell’altra come seconda lingua.
Tedesco e italiano
Nella corrispondenza e nelle comunicazioni orali con la cittadinanza tutti gli organi e gli uffici della pubblica amministrazione e degli enti locali con sede in provincia di Bolzano devono garantire l'uso della lingua tedesca ed italiana. Ciò vale tanto per lo Stato quanto per la Regione, la Provincia, i Comuni, le Comunità di valle e analoghi enti pubblici, il Commissariato del Governo, l'Agenzia delle entrate, gli Uffici doganali, la Banca d'Italia, l'Archivio di Stato, la Radiotelevisione azienda speciale (RAS), la Camera di commercio, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Inoltre, gli uffici giudiziari e gli organi giurisdizionali ordinari, amministrativi e tributari situati nella provincia di Bolzano, nonché gli uffici giudiziari di secondo grado con sede a Trento che hanno la giurisdizione territoriale in Provincia di Bolzano devono garantire l'uso di entrambe le lingue italiana e tedesca. Anche i concessionari di servizi di pubblico interesse svolti nella provincia di Bolzano devono garantire l'uso della lingua tedesca ed italiana.
Ladino
I cittadini e le cittadine di lingua ladina hanno facoltà di usare la loro lingua nelle comunicazioni orali e nella corrispondenza tutte le volte in cui si rivolgono ad uffici aventi sede nelle località ladine, cioè in Val Gardena e in Val Badia. La stessa facoltà spetta ai Ladini nei rapporti con gli uffici provinciali che svolgono esclusivamente o maggiormente nell'interesse dei Ladini le loro attività, anche qualora tali uffici abbiano sede al di fuori delle località ladine. Questo vale per esempio per l'Intendenza scolastica ladina e le commissioni del settore culturale. Nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione in Alto Adige il cittadino/la cittadina di lingua ladina può scegliere se usare la lingua italiana o la lingua tedesca.
Reclami
In caso di inosservanza del diritto all'uso della madrelingua, si può presentare un reclamo all'Ufficio Lingue ufficiali e diritti civici.
Normative
Per consultare le normative che si riferiscono all’uso della madrelingua in Alto Adige:
- Statuto di autonomia (Art. 99-102)
- DPR 752/1976
- DPR 574/1988
4. Veto della minoranza come ultima ratio a difesa di interessi fondamentali del proprio gruppo linguistico.
Quando un gruppo linguistico ritiene messo a rischio il principio della parità di trattamento di tutti i gruppi, i Consiglieri provinciali possono richiedere una votazione separata per gruppi linguistici. Parimenti, una norma di legge può essere impugnata davanti alla Corte costituzionale.